LUCA: prima esperienza equestre

Lunedì di Pasquetta… mmmmm che giornata splendida, decido prendere Luca ed andare a fare una passeggiata in bici, entriamo nel parco Alto Milanese, che bel posto!, appena 3000 persone si affollano in quei due km quadrati, e sembra che ognuno a portato il suo barbecue, chi sa come faranno a non prendere la carne del vicino senza accorgersene?.  All’improvviso facciamo una sosta per attaccare bottone a Raffaele e Robbi e ai suoi due splendidi cavalli, certo non parliamo con i cavalli… di fatto Luca non parla con nessuno perché sembra in sciopero di lingua, e fa l’antipatico ignorando ripetutamente le domande della coppia, l’unico interesse di un certo peso sembra essere infilare il “bibi” nel naso del povero cavallo, non so se è un atto di generosità o di tortura,  comunque sembra essere l’unica cosa cha attira la sua attenzione.

Raffaelle mi racconta del più e del meno sul suo cavallo, del tipo che ha ancora i marroni e quindi ogni tanto fa il maschio, ecc… lo so, non era una conversazione intellettuale, ma non cercavo quello e mi sembrava anche interessante. Alla fine scatta l’invito, cioè mi chiedono di accompagnarli al maneggio in modo di poter far salire Luca e farli fare un giro, CHE BELL’IDEA!

Evidentemente accolgo l’invito e ci incamminiamo verso il maneggio, sempre con un clima estivo e una pace impagabile, pace che mette in discussione il cane del maneggio, chiamato Jackal che ci accoglie con due righe di denti e un suono per niente amichevole, ci spiegano che il nome viene dal fatto che si tratta di un cane killer, che bello!, visto che e ben legato con una corda decido di romperli i coglioni lanciandoli un sasso nella fronte quando nessuno mi guarda…(perché abbaglia sto cane? si chiede il proprietario del posto) eh, eh,eh… sono il solito simpatico…

Raffaelle mi dice di mettere il pupo in groppa, cosa che faccio, e mi racconta che adesso è il miglior momento per andare a cavallo perché ancora non c’è l’invasione della zanzara, molto fastidiosa per lui e anche per il cavallo… Si, si, la zanzara no, ma i calabroni si, e come! di fatto c’è uno geneticamente modificato che vola verso il mio occhio, CAZZO!, con una mossa imparata da Jackie Chan colpisco la bestia che stordita si allontana, in mano ho un arma micidiale, la frusta del cavallo, e quella di Raffaele è particolarmente simpatica perché finisce in una manina stile quelle giganti che usano allo stadio, e comunque perfetta per i mie scopi: ASSASINARE LO STRONZO VOLANTE DI PELO NERO.

All’improvviso localizzo la bestia mentre in una passeggiata rilassante ci incamminiamo al box di Destino (nome del cavallo di Raffaelle) prendo la mira, e inizio il movimento letale, con la coda dell’occhio riesco a vedere la faccia sbiancata di Raffaele che non riesce ne anche a fermarmi di quanto è pietrificato… e ZAS!!!, BECCATO IN PIENO LO STRONZO!!!, era andato ad appoggiarsi nei marroni di Destino…

Dopo appena mezzo milisecondo mi rendo conto della MACROCazzata!

Urlo, sbuffo e impennata di Destino, si scatena l’inferno… tutti i cavalli si innervosiscono in modo anomalo nei box, gli uomini urlano di tutto, Raffaele che non riesce a tenerlo e lui che fa un tentativo di togliersi con le  zampa posteriori, i marroni (che tra colpo di frusta e puntura posteriore del calabrone si sono gonfiati considerevolmente, già non erano piccoli)…, peccato non ci riesce, pero trova la mia pancia nel tentativo. Inizia il mio volo di 10 metri circa senza respiro con occhi vicini alla fuoriuscita delle orbite rosso come i sedere di una scimmia e con occhi lacrimanti… in testa un pensiero mi passa per la testa… LUCA! a quel punto il mio volo viene troncato da una spranga di ferro (che non so chi cazzo a messo lì) che bacia la mia testa fermandola, al contrario del corpo che continua a sbilanciarsi indietro riuscendomi una piroette degna di stunt, a questo punto sono testa in giù, piedi in aria e la mia faccia e alla vanguardia di me, per questo motivo e la prima a trovare la porta del box di Hurricane, l’impatto e fortuito ma peggio e la botta contro il cemento dopo che la forza di Newton trascini il miei 100 Kg verso il basso.

Riesco a vedere annebbiato, Luca che cavalca tipo Rodeo uno splendido cavallo impazzito che colpisce tutto quello che trova davanti distruggendo mezzo maneggio. Il panico si è impossessato di me e dopo la testata di Hurricane che era nervoso al secondo tentativo riesco ad alzarmi e “correre” verso Luca e Destino, due parole che a prescindere dell’ordine, abbinate non auguravano niente di buono… Il cavallo sembra solo tenere conto delle papperelle appena nate quella mattina e arrivato davanti in un folle galoppo inchioda facendo scivolare le gambe davanti… Luca diventa in quel momento l’uomo cannone, per fortuna li ho lasciato il casco della bici messo, penso al peggio, pero l’Angelo custode a qui Luca prega ogni notte, decide di darci una mano e mettere tra Luca e il terra il risultato della pulizia dei box, una montagna di cacca di cavallo con un forcone infilzato che ammortizzeranno la caduta del piccolo che entra come una freccetta incandescente nel burro, anche il suono credo fosse simile… vado di corsa per tirare fuori il pupo e farlo respirare tentando di inmarronarmi il meno possibile, lo tiro fuori e sento come Destino si è già calmato sembra che la Pet therapy dei piccoli anatre ha funzionato, io sbuffo perché  Luca mi sorride pensando che è stata una giostra da sballo, so che ride perché i denti sembrano essere l’unica roba non marrone di Luca… CHE SCHIFO! con un gran sollievo lascio Luca a terra che corre a inseguire le papperelle, non faccio in tempo ad alzare la testa che sento un rumore familiare… nella corsa impazzita il cavallo a slegato Jackal, vedo di nuovo la dentiera assassina del cane e mi ricordo del sassolino… credo che anche lui se lo ricorda, perchè altrimenti non inizierebbe a correre con quella faccia verso di me… CAZZO!! mi giro di corsa con la sfiga di schiacciare il forcone della montagna di merda che ora giace a terra… come in un film comico di altri tempi l’effetto leva dirige il manico di questo strumento diabolico in mezzo al mio viso e perdo i sensi…

Al mio risveglio i miei vestiti sono stracci, mi brucia tutto il corpo insanguinato, ho un gran mal di testa, e vedo un cane pieno di merda con in bocca del mio sangue… un cavallo con le palle da libro Guiness, un gruppo di papere neonate e un figlio che grazie a Dio sempre ride e riesco a riconoscerlo, altrimenti sembrerebbe un cannoncino gigante alla Nutella. Raffaele mi chiede di andarmene e lo saluto alla prossima, lui si augura di non vedermi più, torno a casa a piedi, perché la bici era appoggiata nel box di Hurricane e in questo momento le ruote non sono più tonde…

Luca non vede l’ora di tornare sulla groppa di un cavallo…

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